Linguaggi di Programmazione: Paradigmi di programmazione
31 Ottobre 2007
Finalmente posso depennare dalla lista degli esami da sostenere LPPP, che ha avuto il pregio di presentarmi un paradigma di programmazione, a me, totalmente ignoto prima: la programmazione logica.
Questo modello di programmazione si discosta enormemente dai soliti paradgmi ad oggetti, funzionali, ma anche della programmazione generica; la programmazione logica si fonda sulla dimostrazione di relazioni cui i dati del programma devono soddisfare. Le relazioni costituiscono il sorgente stesso del programma, mentre le istanze dei dati sono costituite dai valori di input.
In primo luogo ho imparato a definire clausole (cosi’ si chiamano ciascuna regola del programma logico) capaci di verificare proprieta’ su un insieme di dati; in seguito le clausole si sono arrichite in modo da fornire dei risultati diversi dal semplice “si” i dati soddisfano le richieste e “no” non le soddisfano. I programmi logici più evoluti permettono di istanziare un insieme di dati che soddisfano le relazioni dati alcuni vincoli dall’utente; cioé l’utente fornisce dei dati parziali, il programma li completa in tutti i modi possibili affinché le relazioni vengano soddisfatte.
Per definire la programmazione logica in poche righe, basta dire che la programmazione funzionale ed ad oggetti, si fonda sulla descrizione del comportamente che il programma deve avere per produrre i risultati; la programmazione logica si basa sulla descrizione dell’obiettivo da raggiungere, lasciando all’interprete il compito di descrivere le operazioni da compiere.
Come sempre anche per lppp ho pubblicato la mia relazione.


